Praga capitale di inizio secolo

Giunti alla Moldava (Vltava), il lungofiume Masarykovo ci offre una teoria di belle case da affitto e palazzi di banche: l’attuale Istituto Goethe ( 1904-1905) di Jiri Stibral, al civico 32, l’edificio (1904-1905) al n° 26 di Kamil Hilbert, la casa Blecha (1903-1905) al n°28 di Emil Kralicek e Celestin Kloucek, la casa dell’Associazione musicale Hlahol (1903-1906) al n°16 di Josef Fanta.

Le strade del centro storico di Praga permettono di ammirare e confrontare esempi di stili architettonici seguendo un percorso cronologico quasi museale. Lungo gli assi principali convivono edifici dai caratteri eclettici della fine del 1800, neobaroccchi e in stile Secessione (Art Nouveau) dei primi anni del 1900.

Il simbolo della crescita economico-sociale di Praga capitale, fra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, è la Casa Comunale (Obecni Dum) costruita tra il 1905 ed il1911 a fianco della Porta delle Polveri, là dove sorgeva dal XIV° secolo la Corte Reale, residenza del re Vaclav IV. Questo capolavoro della secessione praghese è una struttura multifunzionale di 4.500 mq, progettata da Antonin Balsanek (1865-1921) e Osvald Polivka (1859-1931). La facciata principale, coperta da una cupola, è caratterizzata da un monumentale arco a tutto sesto, al suo interno un grande mosaico dal titolo “Omaggio a Praga”, fiancheggiato da importanti gruppi scultorei. Il recente restauro ha riportato agli antichi splendori tanto l’esterno quanto la ricca decorazione degli interni cui contribuiscono all’unisono sculture e dipinti, ottoni, marmi e stucchi, pannelli in legno intagliato e ceramiche.

Obecni Dum non è che l’apice di una rivoluzione urbanistica ed architettonica iniziata con il concorso del 1886 per il piano di risanamento del quartiere Josefov, l’area dell’antico ghetto ebraico. Il progetto del vincitore Alfred Hurtig semplificò la rete viaria creando un asse principale dalla piazza della città vecchia, Staromenske Namesti, in direzione nord, la Parizska trida, un viale largo 24 metri, lungo ed attorno al quale fioriscono edifici in stile secessione. Completamento ideale di questo asse, in direzione sud, è la Vaclavske namesti, su cui sorgono l’Hotel Europa, opera di Bedrick Bendelmayer e l’Hotel Meran, opera di Alois Dryak. Ai piedi della piazza in direzione est-ovest corrono la Na prikope fino alla Casa Comunale e la Narodni trida, fino al fiume Moldava, qui troviamo la Casa Editrice Topic (1903-1906) e il Palazzo della Compagnia Assicurativa Praha (1903-1906), entrambe splendide opere di Osvald Polivka .

Giunti alla Moldava (Vltava), il lungofiume Masarykovo ci offre una teoria di belle case da affitto e palazzi di banche: l’attuale Istituto Goethe ( 1904-1905) di Jiri Stibral, al civico 32, l’edificio (1904-1905) al n° 26 di Kamil Hilbert, la casa Blecha (1903-1905) al n°28 di Emil Kralicek e Celestin Kloucek, la casa dell’Associazione musicale Hlahol (1903-1906) al n°16 di Josef Fanta.

~ di susannapieriniarchitetto su 2 Marzo, 2009.