Otto piccole fontane, Roma
Nel 1926, l’Ufficio delle Belle Arti del Governatorato di Roma, per celebrare il quinto anniversario della marcia su Roma, indice un concorso per realizzare delle fontane rionali (Monti, Campo Marzio, S. Eustachio, Pigna, Ripa, Trastevere, Borgo Porta Castello, Borgo Porta Angelica, Borgo Piazza Scossacavalli e per il Quartiere San Lorenzo), vinto dall’architetto Pietro Lombardi (1894-1961), già autore della fontana monumentale del Quartiere Testaccio, detta delle Anfore.
Dei dieci “monumenti d’autore”, tutti in travertino, è ancora possibile vedere, in percorso tra i rioni romani, otto piacevoli esempi di arredo urbano, ambientati nel proprio contesto ed ispirati dalle simbologie dei rioni stessi: tinozza e barili, cavalletti da pittore, scalpelli da scultore, libri.
Le otto piccole fontane superstiti si possono dividere in due tipologie compositive:
- sovrapposte ad un fondo, con sviluppo simmetrico
La Fontana del Rione IV Campo Marzio in Via Margutta, detta anche degli Artisti, propone gli strumenti della creatività, propria della strada sin dal XVII° secolo: pennelli, cavalletti e compassi da scultore. I due mascheroni, da cui esce l’acqua, l’uno sorridente e l’altro cupo, sembrano ricordarci le alterne sorti degli artisti.
La Fontana del Rione VIII S. Eustachio in Via dei Staderari, detta dei Libri, riunisce il simbolo del rione, una testa di cervo e quattro tomi che ricordano la vicina Università La Sapienza (S. Ivo). Forse chi la scolpì commise un errore: il rione non è il IV come scritto tra i libri.

La Fontana del Rione XII Ripa sul Lungotevere di Ripa Grande, detta del Timone, è addossata al Palazzo S. Michele e ricorda le navi che, fino al 1870, attraccavano nel vicino porto fluviale. L’acqua si riversa dal centro del grande timone e dalle colonnine laterali su un bacino a semicerchio.
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isolate (con volume attorno al quale si può girare)
La Fontana del Rione I Monti in Via di S. Vito, su un lato dell’omonima chiesa, rappresenta i tre colli presenti nello stemma del rione: Esquilino, Viminale, Celio, ricoperti di stelle, dal cui centro l’acqua si riversa in tre vaschette semicircolari.
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La Fontana del Rione IX Pigna in Piazza S. Marco, rappresenta una grande pigna, ispirata a quella antica custodita nei cortili vaticani; essa è sostenuta da due corolle sovrapposte di foglie scanalate che si elevano da un pozzo cilindrico in cui ricade l’acqua.
La Fontana del Rione XIV Borgo a Porta Angelica, detta delle Tiare, è costituita da tre vaschette baccellate in cui l’acqua ricade dalla parte superiore di tre grandi chiavi di S. Pietro, sormontate da tre tiare papali, coronate da una quarta.
La Fontana del Rione XIII Trastevere in Via della Cisterna, è detta della Botte, poiché da lì sgorga l’acqua per ricadere in una tinozza, da un barilotto con cui veniva trasportato il vino a Roma dai Castelli Romani. Ai lati zampillano i “bolli” (misure da un litro) tipici delle osterie.
La Fontana del Rione XIV Borgo a Porta Castello sorge sul confine tra Borgo e il Rione Prati di Castello; ricorda la vicina fortezza di Castel S. Angelo con la catasta piramidale di palle di cannone in pietra da cui sgorga l’acqua. Ad incorniciare la scena un arco doppio in pietra e mattoni.
Letture
F. Mastrigli, Acque, acquedotti e fontane di Roma. Ed. Enzo Pinci 1928
C. D’Onofrio, Acque e fontane di Roma. Staderini 1977
R. Luciani, Pietro Lombardi architetto. Officina Edizioni 1987
W. Pocino, Le fontanelle di Roma. Newton Compton 1997
